Giugno 2020

Scritto da fr. Gian Matteo Serra, OP

Carissimi lettori e lettrici, Carissimi iscritti e iscritte all’Associazione del Rosario perpetuo, il mese di giugno è un mese particolarmente ricco di celebrazioni importanti nella liturgia della Chiesa. Il Lunedì 1° giugno, all’indomani della Pentecoste, iniziamo il mese con la festa recentemente istituita da papa Francesco di Maria Madre della Chiesa. Come si legge nel Decreto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei Sacramenti del 3 marzo 2018 Maria è premurosa guida della Chiesa nascente, che iniziò la propria missione materna già nel cenacolo, pregando con gli Apostoli in attesa della venuta dello Spirito Santo (cf. At 1, 14).

In questo sentire, nel corso dei secoli, la pietà cristiana ha onorato Maria con i titoli, in qualche modo equivalenti, di Madre dei discepoli, dei fedeli, dei credenti, di tutti coloro che rinascono in Cristo e anche di “Madre della Chiesa”. Questa celebrazione ci aiuterà a ricordare che la vita cristiana, per crescere, deve essere ancorata al mistero della Croce, all’oblazione di Cristo nel convito eucaristico, alla Vergine offerente, Madre del Redentore e dei redenti.

Con l’intercessione di Maria, che era presente al cenacolo quando lo Spirito Santo scese sugli apostoli dando di fatto origine alla Chiesa chiediamo al Signore di vivere sempre più la nostra ecclesialità riuniti intorno all’Eucaristia. Il mese di giugno ci offre una bellissima occasione con la solennità del Corpus domini, ossia del Corpo e sangue di Gesù Cristo.

E’ una solennità che ci riporta al centro del mistero della nostra fede, la celebrazione di ogni messa, in cui sull’altare il pane e il vino diventano corpo e sangue di Gesù Cristo.

E’ una festa offerta alla Chiesa da Dio perché il suo corpo sia conosciuto, adorato e amato sempre di più e non “rinchiuso “ in un tabernacolo. “Vengo in Chiesa, ti saluto, e ti lascio lì”. La solennità del Corpus Domini, con la tradizionale processione, sta a rappresentare che il Corpo e il Sangue di Cristo è al centro della nostra fede, e abita le nostre quotidianità, percorre le nostra strade.

Il Corpo e Sangue di Cristo, sotto le specie del pane e del vino, è sicuramente uno dei misteri più grandi della nostra fede. Ne abbiamo sentito la mancanza durante il periodo di quarantena in cui abbiamo imparato a fare comunione spirituale, seguendo le celebrazioni delle nostre parrocchie in internet, o in televisione quelle del papa. Forse ci ha fatto anche bene sentire quanto siamo desiderosi di ricevere l’Eucaristia, seppur, come spesso capita, ce ne accorgiamo quando le cose ci mancano! Dio sa usare ogni situazione per aiutarci a crescere nella nostra fede.

San Tommaso d’Aquino, grande santo domenicano, nel comporre l’inno Pange Lingua per la messa del Corpus Domini, diceva: Se i sensi vengono meno, basta la fede per rassicurare un cuore sincero, e ancora, in forma di preghiera e invocazione dice: la fede supplisca al difetto dei nostri sensi.!
Già, noi vediamo pane e vino, gustiamo i sapori del pane e del vino, ma con la consacrazione ad ogni celebrazione eucaristica quel pane e quel vino sono il Corpo e Sangue di Gesù. Non provo lo stesso effetto quando prendo in mano una pisside piena di ostie da consacrare e una di ostie consacrate. I sensi, come dice san Tommaso, sono in difetto, cioè vedo pane, ma la fede conosce bene la differenza! Sentiamo nel cuore che ad ogni celebrazione eucaristica non c’è pane e vino sull’altare, ma il Corpo e il Sangue di Gesù. Come san Tommaso lo dice: un cuore sincero è rassicurato dalla fede quando i sensi vengono meno! E fede significa credere proprio in ciò che non vediamo sulla Parola di qualcuno che dà autorità! Questa autorità è Gesù stesso. Se Gesù ha detto: Prendete e mangiate questo è il mio corpo, prendete e bevete, questo è il mio sangue, la mia fede in Gesù mi fa dire: si, questo è il Suo Corpo e questo è il Suo Sangue. La fede corre in aiuto del mio cuore sincero, cioè che non pretende spiegare in modo scientifico ciò che rientra nel dominio della fede. Mai nessuno scienziato potrà e vorrà dimostrare che il pane e il vino consacrato sono Corpo e Sangue di Cristo, ma la fede è come se lo sentisse … vuole crederlo, si abbandona, e quindi lo crede! E lo crede perché Gesù lo dice! Qui c’è in gioco la nostra fede e l’integralità di quello che crediamo! Maria, parlando alla nostra fede, ci ripete, come disse ai discepoli alle nozze di Cana, fate come vi dirà!

Ma a cosa serve l’Eucaristia? Come entra nella nostra vita? Come mi raggiunge? Cosa cambia nella mia quotidianità? L’eucaristia, la presenza di Gesù nelle specie del pane e del vino entra nella nostra vita in almeno tre modi: Nutrendo la nostra anima, permettendoci di adorare Dio e lasciandoci vedere da Lui, invitandoci ad andare nel mondo per essere missionari di comunione. Il pane e il vino rimandano al nutrirsi. E L’eucaristia nutre la nostra anima. Nel Battesimo alla nostra anima bambina è aperta la porta del paradiso, che è purificata ad ogni confessione e che è nutrita, cioè cresce nel bene attraverso l’Eucaristia ricevuta con un cuore ben disposto.
Oltre a nutrirci possiamo adorare l’Eucaristia. E’ un rimanere alla presenza del Signore per abituarci alla sua vicinanza, lodarne la sua grandezza e allo stesso tempo lasciarci guardare. Quante volte ci è capitato do pregare il Rosario adorando il Signore. E’ come mettersi con Maria al cospetto di suo Figlio, del nostro Dio. Nell’adorazione ci mettiamo davanti a Dio, ma è Lui stesso davanti a noi. Nell’adorazione cresciamo nell’intimità d’amore con lui. Possiamo dirgli: eccomi qui davanti a te, custodiscimi, incoraggiami, dammi riposo, speranza, forza, gioia, consolazione.

Ma la nostra anima è nutrita e cresce nell’amicizia di Dio non per rimanere nelle mani in mano, ma per essere seminatori della stessa comunione che noi viviamo con Lui. Nel Corpus Domini si usa, quando e dove si può, portare in processione il Santissimo Sacramento. E‘ come se Gesù ci dicesse: seguitemi per le strade del mondo e cercate il mio Corpo anche nel corpo dell’umanità! Vivete cioè la vostra vita come persone che ricevono la comunione, ma che vogliono anche essere costruttori di comunione, partendo dalle proprie famiglie, luoghi di lavoro sino a tutta la società, e in particolare la società che vive nella sofferenza!
Il Corpus Domini ci ricorda tutto questo: La presenza misteriosa del Corpo e Sangue di Cristo nel pane e nel vino consacrati nutre la nostra anima, ci avvicina a Dio e ci chiede di essere uomini e donne di comunione. Per dirlo in parole semplici: l’Eucaristia ci trasforma a immagine di Gesù, che ha donato tutto, a Gloria di Dio e per la salvezza del mondo.

Che Maria Santissima, Madre della Chiesa, in questo mese in cui celebriamo la Solennità del Corpo e del Sangue del Signore, ci aiuti a entrare sempre di più nel mistero di suo Figlio che si offre per noi donandoci il Suo Preziosissimo Corpo e Sangue.