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San Domenico, il Rosario e i Papi

Offriamo delle brevi indicazioni di alcuni Papi sul Rosario e sul ruolo che, secondo la tradizione, ha avuto S. Domenico di Guzman e l'Ordine dei Predicatori (Domenicani), da lui fondato, nella pratica e diffusione di questa salutare devozione.

San PIO V San Pio V

Papa Antonio Ghislieri, S. Pio V, (Bosco Marengo, 17 gennaio 1504 – Roma, 1 maggio 1572), può dirsi il "primo Papa del Rosario". La sua bolla "Consueverunt Romani Pontifices" (17 settembre 1569) è la "magna charta" del Rosario. Si ha qui la definizione classica di questa forma di preghiera, che un po' modificata, passerà prima nel breviario domenicano e poi in quello romano. In questa Enciclica, tra l'altro, leggiamo: «… come piamente si crede, sotto l'ispirazione dello Spirito Santo, in tempi simili ai nostri, il beato Domenico, fondatore dell'Ordine dei frati predicatori, similmente operò». «L'eresia albigese infatti imperversava allora in gran parte della Francia e dell'Italia e aveva accecato talmente i laici, che questi si scagliavano furiosamente contro i sacerdoti di Dio e i chierici. Il beato Domenico, elevando gli occhi al cielo, li volse a quel dolce monte che è la gloriosa Vergine Maria, Madre di Dio, a colei che sola, col frutto del suo ventre, schiacciò il capo dello ambiguo serpente e distrusse tutte le eresie e salvò il mondo dannato per colpa dei nostri primi parenti…». «Il beato Domenico inventò allora quel modo assai facile e pio e accessibile a tutti di pregare Dio, chiamato Rosario o Salterio della Beata Vergine Maria, che consiste nel venerare questa Beata Vergine ripetendo centocinquanta volte la salutazione angelica, secondo il numero dei salmi di Davide, interponendo ad ogni decina il Padre nostro e alcune determinate meditazioni, che illustrano tutta la vita del Signore Nostro Gesù Cristo. Avendolo dunque inventato, il beato Domenico propagò ovunque nella Santa Chiesa cattolica questo modo di pregare e attraverso i suoi figli, i frati dell'Ordine, lo divulgò; esso fu accolto da molti e i fedeli che accolsero quella preghiera con fervore, accesi da quelle meditazioni, furono trasformati in altri uomini; le tenebre delle eresie indietreggiarono e la luce della fede cattolica si fece strada nuovamente. I frati dell'Ordine, con il mandato dei loro legittimi superiori, un po' dovunque istituirono le Associazioni del Rosario, alle quali molti fedeli si iscrissero.

Beato PIO IX Beato PIO IX

Giovanni Maria Mastai Ferretti, Pio IX, (Senigallia, 13 maggio 1792 – Roma, 7 febbraio 1878), a pochi giorni dall'apertura del Concilio Ecumenico Vaticano I, nella lettera apostolica "Egregiis suis" ( 3 dic.1869) scrive: "Come san Domenico adoperò questa preghiera (il Rosario) quale arma invitta per disperdere la nefasta eresia albigese, che minacciava la pace e la tranquillità della società cristiana, così i fedeli, istruiti e rivestiti di questo singolare tipo di armatura, cioè della quotidiana recitazione del Rosario della Beata Vergine Maria, conseguiranno più facilmente l'intento di annientare tanti mostruosi errori ovunque insorgenti, con l'aiuto potente dell'Immacolata Madre di Dio e con l'autorità del Concilio Ecumenico Vaticano da noi indetto, e da inaugurare prossimamente". Si aprì infatti l'8 dicembre di quell'anno.





San Pio X San Pio X

Giuseppe Sarto, San Pio X, (Riese-Treviso 2 giugno 1835 – Roma 20 agosto 1914) scrisse molti documenti mariani nei quali non manca, qua e là, di raccomandare La recita del Rosario. Nessuna sua Enciclica sul Rosario, dopo l'immensa ondata di interesse suscitata da Leone XIII con ben dodici Encicliche, due Lettere apostoliche e altri documenti minori sul Rosario. In una lettera autografa al Padre Costanzo Becchi, domenicano (che nel 1900 aveva ripristinato a Firenze l'Associazione del Rosario Perpetuo), Papa Pio X dice che il rosario "costituisce l'orazione per eccellenza". Nel suo testamento raccomandò il Rosario come "la preghiera che fra tutte è la più bella, la più ricca di grazie, quella che piace di più alla Santissima Vergine".






Benedetto XV Benedetto XV

Giacomo Della Chiesa, Benedetto XV (Genova, 21 novembre 1854 – Roma, 22 gennaio 1922), parlò del Rosario nell'Enciclica "Fausto appetente die" (29/VI/1921) in occasione del settimo centenario della morte di san Domenico che, secondo la tradizione, fu lo strumento del quale "Maria si servì per insegnare alla Chiesa il suo Santo Rosario". Lo definisce: "soave preghiera…vocale insieme e mentale"; e in una lettera autografa al medesimo P. Costanzo Becchi o.p. afferma: «Il popolo cristiano… tenga per fermo essere (il Rosario) il più bel fiore dell'umana pietà e la più feconda sorgente delle grazie celesti». Ne sottolinea infine " l'universale carattere di preghiera collettiva e domestica".







Paolo VI Paolo VI

Giovanni Battista Montini (Concesio, 26 settembre 1897 – Castel Gandolfo, 6 agosto 1978) Paolo VI, nell'Enciclica Christi Matri (15/IX/1966) afferma: «Il Concilio Ecumenico Vaticano II, sebbene non espressamente, ma con chiara indicazione, ha infervorato l'animo di tutti i figli della Chiesa per il Rosario, raccomandando di stimare grandemente le pratiche e gli esercizi di pietà verso di Lei (Maria SS.ma), come sono state raccomandate dal Magistero nel corso dei tempi». Uguale fervida raccomandazione di essere amici del Rosario, Paolo VI lo raccomanda nell'Anno di preghiera a Maria (29/XI/1972) e particolarmente nella Marialis Cultus (02/02/1974) dove afferma che il Rosario è parte nobilissima e integrante del culto cristiano. Nella Marialis Cultus, tra coloro "che hanno profondamente a cuore la devozione del Rosario" ricorda i Domenicani: «è giusto ricordare i Figli di S. Domenico, per tradizione custodi e propagatori di così salutare devozione». (n. 43).






Beato Giovanni Paolo II Beato Giovanni Paolo II

Karol Józef Wojtyła, Giovanni Paolo II (Wadowice, 18 maggio 1920 – Città del Vaticano, 2 aprile 2005). Conosciamo la tenera e tenace sua devozione, quale preghiera prediletta, al S. Rosario. Nell'Enciclica Rosarium Virginis Mariae, ha integrato il Rosario aggiungendo come opzionali i Misteri della Luce. Riportiamo dell'Enciclica solo il brano che riguarda ancora i Domenicani: «La storia del Rosario mostra come questa preghiera sia stata utilizzata specialmente dai Domenicani, in un momento difficile per la Chiesa a motivo del diffondersi dell'eresia. Oggi siamo davanti a nuove sfide. Perché non riprendere in mano la Corona con la fede di chi ci ha preceduto? Il Rosario conserva tutta la sua forza e rimane una risorsa non trascurabile nel corredo pastorale di ogni buon evangelizzatore». Secondo il Beato Giovanni Paolo II il Rosario è contemplazione del volto di Cristo in compagnia e alla scuola della sua Madre Santissima e recitare il Rosario non è altro che contemplare con Maria il volto di Cristo. Sarebbe impossibile citare lo stuolo innumerevole di Santi che hanno trovato nel Rosario un'autentica via di santificazione.


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